NEW YORK – Una domenica qualunque al Brooklyn Bridge Park si è trasformata in uno scorcio di futuro: un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale è stato avvistato mentre si muoveva tra la folla, interagendo con residenti e turisti. L'obiettivo dichiarato dai progettisti è insegnare alla macchina come relazionarsi con gli esseri umani ed empatizzare, con la prospettiva di impiegarla …
NEW YORK – Una domenica qualunque al Brooklyn Bridge Park si è trasformata in uno scorcio di futuro: un robot umanoide dotato di intelligenza artificiale è stato avvistato mentre si muoveva tra la folla, interagendo con residenti e turisti. L’obiettivo dichiarato dai progettisti è insegnare alla macchina come relazionarsi con gli esseri umani ed empatizzare, con la prospettiva di impiegarla un domani come babysitter, insegnante o assistente personale.

L’automa è stato sviluppato dall’azienda californiana Faraday Future e ha un valore di mercato di circa 89.000 dollari. A monitorarne i movimenti sul posto c’era il Chief Technology Officer della compagnia, Hong Rao, che lo guidava a distanza tramite un radiocomando mentre rispondeva alle curiosità dei presenti.
Tra lo stupore generale, la maggior parte dei passanti ha reagito con curiosità più che con timore. A grandezza naturale, il robot ha percorso i viali del parco affacciati sullo skyline di Manhattan, cimentandosi in canti per i più piccoli, improvvisando passi di danza con gli astanti e prestandosi a decine di scatti ricordo, compreso un ritratto di gruppo con alcune turiste argentine tra i piloni dei ponti di Brooklyn e Manhattan.
La macchina si trova ancora in una fase sperimentale di sviluppo: l’addestramento sul campo e il confronto diretto con contesti reali servono a perfezionarne la mobilità, la navigazione spaziale e le capacità di risposta comportamentale. Non è la prima volta che l’area verde di Brooklyn fa da banco di prova per l’automazione avanzata: già lo scorso marzo un altro prototipo simile era stato visto interagire con i bambini nel parco.
L’episodio, a metà strada tra attrazione domenicale e scenario fantascientifico, si inserisce in un dibattito sempre più serrato sulla convivenza tra uomo e macchine intelligenti, alimentato anche dai recenti allarmi giunti al Congresso statunitense da parte di accademici e scienziati sui rischi dell’evoluzione dell’IA nel tessuto sociale.
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