I nuovi dati della sperimentazione clinica di Merck e Moderna: in combinazione con l'immunoterapia standard, la sopravvivenza libera da malattia a due anni sale all'82%. Una svolta significativa si profila all'orizzonte nella cura del melanoma avanzato. Secondo i nuovi dati clinici resi noti da Merck e Moderna, l'impiego di un vaccino oncologico a mRNA personalizzato …
I nuovi dati della sperimentazione clinica di Merck e Moderna: in combinazione con l’immunoterapia standard, la sopravvivenza libera da malattia a due anni sale all’82%.
Una svolta significativa si profila all’orizzonte nella cura del melanoma avanzato. Secondo i nuovi dati clinici resi noti da Merck e Moderna, l’impiego di un vaccino oncologico a mRNA personalizzato in combinazione con l’immunoterapico standard Keytruda riduce del 42% il rischio di recidiva del tumore e di morte correlata alla patologia, rispetto al solo trattamento standard.

I risultati dello studio di Fase 3 hanno coinvolto 1.137 pazienti adulti a cui era stato asportato chirurgicamente un melanoma compreso tra lo stadio 2B e 4. A distanza di due anni dall’inizio del protocollo terapeutico, l’82% dei pazienti trattati con la combinazione di vaccino e immunoterapia è risultato libero da malattia, contro il 70% registrato nel gruppo sottoposto al solo Keytruda.
Una terapia “su misura” per il sistema immunitario
A differenza dei vaccini preventivi tradizionali, questo trattamento ha scopo terapeutico ed è calibrato individualmente sul profilo genomico del tumore di ciascun paziente. Sfruttando la tecnologia a RNA messaggero (mRNA), il farmaco istruisce il sistema immunitario a riconoscere le specifiche mutazioni delle cellule tumorali residue dopo l’intervento chirurgico, mobilitando le difese dell’organismo per distruggerle prima che possano dare origine a una recidiva o a metastasi.
Sul piano della tollerabilità, le aziende hanno segnalato un profilo di sicurezza favorevole: gli effetti collaterali più comuni riscontrati sono stati affaticamento, indolenzimento al braccio nella sede di iniezione e brividi.
L’impatto del melanoma e i tempi per l’approvazione
Il melanoma ha origine nei melanociti, le cellule responsabili della produzione di melanina, ed è fortemente correlato all’eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette (sole, lampade e lettini solari). Tra i tumori cutanei è considerato il più aggressivo a causa dell’elevata propensione a diffondersi rapidamente ad altri organi; nei soli Stati Uniti, secondo le stime dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), causa circa 8.000 decessi ogni anno.
Il trattamento non ha ancora ricevuto il via libera ufficiale: i dati di Fase 3 costituiranno la base del dossier che verrà presentato alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, con una potenziale approvazione attesa a partire dal 2027.
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